Cittadinanza per Matrimonio o Unione Civile

La normativa italiana

La normativa italiana consente al coniuge (o alla parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso) di un cittadino italiano di acquisire la cittadinanza. Storicamente, l'art. 10 della Legge 555/1912 concedeva alle donne straniere che sposavano cittadini italiani di acquisire direttamente la cittadinanza. Lo stesso articolo, però, disponeva che la donna italiana che contraeva matrimonio con un cittadino straniero, perdeva automaticamente la cittadinanza italiana per acquisire quella del coniuge straniero, fatta salva solo l'eccezione in cui la legge del Paese del marito passava automaticamente la nuova cittadinanza alla moglie.

Con l'approvazione della L. 91 del 05/02/1992, il sistema è mutato: l'art. 5 stabilisce che la cittadinanza non viene più attribuita in automatico, ma solo previa istanza esplicita della parte interessata (sia esso il marito o la moglie, quindi abolendo i paletti discriminatori della legge precedente), rispettando precisi requisiti di residenza o tempo dal matrimonio.

Successivamente, il D.L. 113/2018 (c.d. “Decreto Sicurezza” ma conosciuto anche come "Decreto Salvini") ha introdotto ulteriori parametri, tra cui l'obbligo di conoscenza della lingua italiana (livello B1) e l'aumento del contributo statale.

Requisiti obbligatori attuali

Modalità di presentazione

La richiesta deve essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma ufficiale Ministero dell'Interno. L'accesso avviene tramite SPID o Carta d'Identità Elettronica (CIE) per i residenti in Italia, o tramite registrazione con email per i residenti all'estero.

Anche per questa procedura, Emigrantix offre supporto specialistico per la corretta preparazione del fascicolo e per guidarti in ogni adempimento burocratico necessario.